Granchius
Antonio Romeo
Giornata indimenticabile a Cinquefrondi
Il 22 febbraio 2004 a Cinquefrondi si è verificato un evento senza precedenti.
Dopo
circa 40 anni si è ritrovato nella nostra cittadina un gruppo di circa
33 ex studenti delle Scuole Elementari F. Della Scala, alcuni dei quali attualmente
residenti in diverse città del centro-nord Italia per motivi di lavoro.
Il tutto dettato da una forte volontà di rivedersi dopo tanto tempo, di
riassaporare quei valori e quei sapori che oramai da anni sembravano accantonati
in qualche angolino ma non dimenticati.
Non appena Mimmo Galatà, Pino
Ciurleo, Tommaso Pezzano, Turi Mazza, Raniero Primerano, Michele Manferoce, Mimì
Giordano ed altri, hanno avuto la brillantissima idea di organizzare questo evento
che a dir poco è stato meraviglioso, da parte di tutti si è subito
registrato un grande entusiasmo.
Detto fatto i telefoni si sono messi in moto,
tutti contattati, tutti a presenziare al raduno delle classi 1952/53 e 54.
A
tutti è stato consegnato un invito in versi, con sulla copertina il disegno,
di Michele Manferoce, di uno dei luoghi caratteristici di Cinquefrondi che purtroppo
adesso non c'è più, "u mulinedhu di Santa Maria" dove
negli anni 50/60, quando il frigorifero doveva ancora entrare nelle nostre case,
il signor Michele Sibio vi aveva impiantato i macchinari per produrre il ghiaccio.
Il giorno precedente il raduno, incontro con gli amici provenienti da Pavia, Genova,
Varese, Torino ecc., in serata cena di gruppo a casa di Mimmo Rao con spaghettata
alla "nduja" ed altre stuzzicherie nostrane, accompagnate dalla musica
e dalle stornellate di Agostino Macedonio, Ettore Sibio e Rocco Fonte.
Giorno
22 tutti in Piazza della Repubblica, Vincenzo Boeti, Totò Borgese,
Enzo Bulzomì, Agostino Burzese, Oreste Carrera, Totò
Cimino, Pino Ciurleo da Pavia, Agostino Corigliano, Rocco
Fonte, Totò Franco, Mimmo Galatà da Torino,
Mimì Giordano, Peppino Iannizzi, Raffaele Larosa,
Agostino Macedonio, Michele Manferoce, Turi Mazza, Tommaso
Pezzano da Genova, Raniero Primerano da Varese, Mimmo Rao
e Ettore Sibio, raggiunti da Pino Capua, Domenico Longo,
Giacinto La Rosa e Roberto Paolillo da Roma, Alfonso Matteo
da Reggio Calabria, Dino Ieranò da Roccella J., Michele Ferrazzo
e Michele Paonne dalla vicina Polistena, Raffaele Dromì da
Cittanova e dal Prof. Mario Lo Maglio e, dopo aver contattato Tullio Tropeano,
il fotografo che, giovane apprendista all'epoca insieme al padre Raffaele, ha
scattato le foto degli scolari che frequentavano le scuole elementari, foto ricordo
in Piazza della Repubblica, e quindi un tuffo nel passato fra i muri della nostra
vecchia scuola.
Quanti ricordi, ci sono balzati in mente, quanti insegnanti,
quanti bidelli, le aule, i corridoi, le nostre corse, il refettorio scolastico,
gli scambi di figurine dei calciatori, le immancabili marachelle, in pochi attimi,
anche con un pizzico di nostalgia, sono stati rivisitati i cinque anni, anzi gli
otto anni, trascorsi lì perchè in quel plesso abbiamo frequentato
anche la Scuola Media Unificata.
Poi tutti sui gradini nel cortile per rifare
quella foto scattata da Tullio nel 1961 e poi ancora foto sui gradini all'entrata
della Villa Comunale, teatro delle nostre passeggiate, delle nostre prime cotte,
delle nostre delusioni, delle nostre avventure.
Fatta l'ora di pranzo, tutti
al ristorante "Il Fungo" da Costantino, dove non potevano far migliore
vista i tradizionali maccheroni di casa con la carne rigorosamente di capra, l'antipasto,
e i vari secondi di carne e stocco, il tutto annaffiato da un buon bicchiere di
vino calabrese, il Librandi di Cirò.
Fra un boccone e l'altro gli immancabili
brindisi per tutti di Agostino Macedonio. Concluso il pranzo, spostamento in massa
in montagna, alla Limina, al residence "Villa Cardito" di Totò
Cimino, dove attrezzati di tutto punto, con impianto di amplificazione, batteria,
flauto e chitarre, ognuno ha potuto esibirsi nelle più belle canzoni degli
anni 60/70 che hanno accompagnato tutti i nostri momenti di svago. Pino Capua
, Ettore Sibio e Rocco Fonte alle chitarre, Pino Ciurleo al flauto, Raniero Primerano,
Peppino Iannizzi e Agostino Macedonio alla batteria e percussioni, hanno sapientemente
accompagnato le canzoni cantate da tutti i presenti.
Tra una canzone e l'altra,
si è fatta sera, e con la fine del carburante del gruppo elettrogeno, finiva
quella indimenticabile giornata titolo di questa pagina.
Ma come diceva qualcuno,
non finisce qui, perchè la sera successiva la maggior parte dei convenuti,
si ritrova da Mimmo Rao per la finale a base di costolette di maiale , selvaggina
varia e "sozzizza 'i casa" e incuranti della serata fresca, conclusione
con una bella serenata, per le vie di Cinquefrondi.
Senza dubbio è
stata una tre giorni memorabile, all'insegna dell'amicizia che, aldilà
dei ruoli di ognuno, e anche se per poco, è riuscita a far rivivere quel
gioioso passato a cui tutti siamo immancabilmente legati.
(Agostino Macedonio)